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| amore per la natura e misticismo di emily brontë |
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| L’amore di Emily per la natura è
riflesso nella sua immaginazione poetica e letteraria con l’energia di
un fascino che si è realmente provato fuori della porta di casa. Gli
aspetti cangianti della natura col variare delle stagioni, la tetraggine
invernale e l’annuale riaccendersi alla vita primaverile della brughiera
colpivano ogni volta l’occhio di Emily come qualcosa di nuovo, di
commovente. Ma se questo avviene, è perché per Emily come per Coleridge il mondo che la circonda non è muto, tutti i suoi nervi sono anzi tesi a captare quel linguaggio che per il fatto di non essere umano non è per questa ragione men vero. L’intima essenza delle cose, legate allo spirito dell’uomo da misteriosa affinità, si rivela nel sovraumano linguaggio di Natura. Non è facile udirlo; chi l’ode anzi soffre di una felicità troppo intensa per essere sopportata dalla propria umanità “Oh, dreadful is the check – intense the agony When the ear begins to hear and the eye begins to see; When the pulse begins to throb, the brain to think again, The soul to feel the flesh and the flesh to feel the chain!” [Terribile lo sconforto – intenso l’estremo dolore / quando l’udito inizia a udiree l’occhio inizia a vedere; / quando il polso inizia a battere, la mente ritrova il pensiero, / quando l’anima sente la carne, e la carne la catena!] Ed Emily possedeva questo mistico potere di udire questo linguaggio amoroso e terribile, le cui parole non significano un concetto, ma uno stato di profonda comunione con i fremiti e gli aneliti di una natura vivente; il cui respiro Emily tenta di catturare nell’espressione poetica. L’urgenza di questa cattura nasce dalla necessità di rielaborare nella propria emotività uno stato di comunione mistica in cui ella a causa della propria condizione umana non è in grado di trattenersi a lungo. Ella sa che essere esclusi da ciò che si ama comporta uno stato di intensa sofferenza; al contrario, l’unione genera una profonda, intima felicità. Essere “individuo” significa essere strutturalmente diviso, perché distinto, dagli altri individui, dagli oggetti che popolano il mondo naturale. Questa è la prigionia della carne. Ma talora l’anima fugge da “it’s clay a little while”, e quest’altra è la libertà dello spirito; secondo la visione dualistica carne / spirito ricevuta in eredità dalle credenze ortodosse. Le innumerevoli celle nei sotterranei del palazzo dell’Istruzione a Gondal sono le metafore di questi temi chiave, che faranno dei poemi scritti nel periodo 1844-1845 quasi una prefazione teorica a Wuthering Heights. Emily ha inoltre coscienza che il desiderio unitivo non si esercita solo nei confronti della natura, ma anche verso gli individui oggetto del proprio amore, creature anch’esse della natura. Silenziosa testimone della degradazione fisica e morale operata su Bramwell dalla passione infelice di questi per la sigrora Robinson, testimone dello struggimento privo di sbocco di Charlotte per Monsieur Héger, e infine dell’incapacità di Anne di dimenticare il Rev. William Weightman morto di colera, Emily assiste alla capacità distruttiva dell’Amore quando l’amante se ne trovi esclusi. Nelle sue “Lezioni di Estetica” Hegel scriveva che l’amore è l’identificazione del soggetto con un’altra persona, in quanto il soggetto proprio in questa rinuncia a se stesso, in questo abbandono nell’altro ritrova tutta la pienezza del proprio essere, scoprendo così il carattere infinito dell’amore. Sappiamo che Emily nel Blackwood’s Magazine e nel Fraser’s poteva leggere numerose traduzioni dal tedesco, non sappiamo se lesse mai Hegel; tuttavia è vero che questi temi filosofici erano stati diffusi dalla letteratura nella temperie culturale del tempo. In ogni caso, sono prepotentemente presenti nell’opera di Emily, segno di un’impronta ricevuta e originariamente rielaborata nel proprio spirito. |
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| C. L. | ||
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